5 brand per l’arredo letto da guardare

L’arredamento della camera da letto e del letto in particolare assume sempre più importanza nell’ambito di una concezione moderna che vede in questo ambiente della casa non soltanto una stanza da fruire per la notte, ma anche uno spazio indispensabile da dedicare al relax anche durante la giornata. Le tendenze da seguire per quanto riguarda lo stile sono davvero molte. Dalla scelta dei materiali ai caratteri estetici, l’arredamento per il letto tiene conto delle specifiche esigenze di ciascuno, offrendo una possibilità davvero ampia. Ma quali sono i brand più interessanti da tenere in considerazione, se vogliamo arredare la stanza da letto e se abbiamo bisogno di una biancheria per il letto adeguata alle ultime regole della moda? Scopriamone alcuni.

Accademia del mobile

Per l’arredamento della stanza da letto, possiamo segnalare Accademia del mobile, un’azienda che realizza i suoi complementi d’arredo in legno massello e che punta quindi sulla resistenza e sulla durata nel tempo. Il design è molto ricercato, per adeguarsi alle tendenze del momento.

Cantori

Cantori realizza prevalentemente lavorazioni in ferro battuto e usa tessuti pregiati, per la ricerca dell’estetica in tutti i sensi. L’obiettivo è quello di andare incontro a tutti i gusti personali per ciò che riguarda l’interior design, mettendo a disposizione stili molto differenti.

Le Fablier

Le Fablier è sinonimo di uno stile completamente italiano, che tiene conto però di sfuggita anche delle ultime tendenze del design internazionale. Questo marchio colpisce soprattutto per la qualità dei materiali utilizzati, in modo da soddisfare le esigenze di quei clienti che vogliono arredi capaci di durare nel tempo e di offrire il massimo del comfort.

Dreamin 101

Per la biancheria della camera da letto, il brand di piumoni Dreamin 101 utilizza prodotti di ottima fattezze destinati a durare, come le lenzuola in puro cotone che si distingue per l’alta qualità.

Fazzini

Molto belle le lenzuola in lino della linea di Fazzini. Si tratta di biancheria disponibile in quattro tonalità di colore, in particolare bianco, panna, corda e piombo, che si adattano ad ogni stile di arredamento. Le lenzuola di lino proposte dall’azienda riescono a disperdere il calore dell’organismo e si caratterizzano per essere molto assorbenti. Il risultato finale consiste in una maggiore freschezza.

Il boom dei diplomi da casa

Sempre più si fa ricorso a quelli che attualmente vengono definiti diplomi online. Molte università e scuole di formazione da anni sfruttano il business derivante dall’offrire la possibilità di seguire lezioni sul web e di conseguire anche titoli accademici vari e diplomi di laurea online.

Anche i master si possono fare online attraverso la metodologia proposta dall’e-learning, l’apprendimento digitale, che in alcuni casi può essere unito a delle lezioni in presenza e in altri casi si limita soltanto ad internet. Possiamo affermare che nel corso del tempo c’è stato un vero e proprio boom di diplomi online, visto che l’offerta è diventata davvero molto estesa: si stimano più di 4.000 programmi digitali a livello mondiale.

Come funzionano i diplomi online

I diplomi di laurea online vengono erogati dalle università telematiche, ma anche da università tradizionali che hanno deciso di entrare a far parte di programmi e-learning, predisponendo apposite piattaforme digitali. Inizialmente il fenomeno si è diffuso specialmente negli Stati Uniti, per poi arrivare anche nel nostro Paese.

Si può studiare di tutto, dall’informatica alle scienze sociali, dalle discipline umanistiche alle scienze della formazione. I costi sono di solito abbastanza alti, visto che per i master si può arrivare anche ad un prezzo compreso tra i 5.000 e i 10.000 euro. Negli Stati Uniti uno studente che vuole usufruire dell’e-learning può arrivare anche a pagare un costo compreso tra i 30.000 e i 40.000 dollari di tasse all’anno.

L’e-learning in una prospettiva di crescita

Il diploma da casa è una tendenza rappresentata dalla formazione online certamente ha tutte le carte in regola per non esaurirsi nel corso del tempo. La didattica digitale sta aprendo ampie prospettive per le università e per le scuole di management. Gli esperti sottolineano che il punto fondamentale in questo senso non è rappresentato dalla crescita del numero dei corsi online, ma dalla risposta che si può avere dalle università tradizionali.

Esse avrebbero il dovere di sfruttare tutte le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e digitale, per offrire dei servizi sempre più adeguati alle esigenze degli studenti. La formazione così può diventare veramente importante per garantire un miglioramento sociale non indifferente e continuo nel tempo.

Tod’s: Ancora una bandiera del made in Italy?

Tod’s è un’azienda specializzata nella produzione di calzature e accessori di lusso, è stata fondata da Filippo Dalla Valle e Dorino Dalla Valle e quotata in borsa.

Ai primi di maggio, il consiglio di amministrazione ha approvato i dati di vendita riguardo al primo trimestre di quest’anno rilevando le vendite a 238,5 milioni. Rispetto al primo trimestre del 2016 c’è stato un calo del 4,4%, però se si utilizzano i cambi dell’anno scorso, ha fatto notare Diego Dalla Valle, le vendite sarebbero 237,1 milioni di euro e cioè -5% rispetto all’anno scorso. Lo stesso Diego dalla Valle, presidente e amministratore esecutivo, spiega che i ricavi ammontano a 123 milioni di euro ossia c’è un calo del 6,7% rispetto al 2016.

Questo calo si è registrato nei negozi a gestione del gruppo Tod’s (-0,2%), in quelli a franchising (-9%) e in tutti i negozi presenti nel mondo. In Cina la crescita è stata contenuta a un +3,6%, con un crollo del 15% degli Usa e in tutti i marchi di spicco a partire da Tod’s (-6,7%). Solo il marchio Roger Vivier ha ottenuto 41,3 milioni di ricavi in crescita del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Molto meglio il comparto dell’online, con i negozi di vendita scarpe Tod’s online ed altri accessori che hanno registrato delle interessanti crescite, spinti anche dalla maggior predisposizione degli italiani a comprare su internet.

L’amministratore delegato ricorda che l’azienda sta guardando alla qualità dei prodotti, alla passione, all’artigianalità e l’italian lifestyle. Il gruppo Tod’s si sta preparando a produrre nuove collezioni nell’arco di quest’anno e sta sperimentando nuovi negozi che permetteranno alle persone di fare nuove esperienze di acquisto.

Tod’s è ancora una bandiera italiana?

Benché il marchio sia più internazionale che mai, nel senso che è aperto a tanti mercati in tutto il globo, Tod’s rimane una vera e propria bandiera italiana, dato che tutto ciò che viene realizzato, è fatto tenendo a mente, come detto, la qualità delle produzioni “italiche”.

Cosa cambierà in Pirelli dopo la IPO 2017

Pirelli si prepara al gran rientro in Borsa: i rifinanziamenti del debito permettono al gruppo della Bicocca un ritorno anticipato, che avrebbe dovuto vedere l’IPO nel 2018. E invece tutto è già pronto per l’ultimo trimestre del 2017.

Intesa San Paolo, JP Morgan e Morgan Stanley hanno concesso infatti un finanziamento da 1,25 miliardi di euro alla Marco Polo, realtà che controlla Pirelli: in sintesi, ciò significa un aumento di capitale per Pirelli, ossia 1,2 miliardi che verranno impiegati per rimborsare l’attuale debito.

La situazione bancaria di Pirelli verrà rifinanziata per complessivi 4,2 miliardi di euro, con condizioni migliorative rispetto a quelle sussistenti fino a questo momento. Il debito avrà quindi vita più lunga e ne verranno ridotti i costi.

L’IPO Pirelli è prevista a Piazza Affari, cioè al mercato azionario di Milano, lancio che presupporrà cambiamenti aziendali preliminari e in itinere.

Anzitutto la quotazione di CNRC: il gruppo cinese si è reso disponibile ad abbassare la propria quotazione al di sotto del 50%, a fronte del 65% attuale. Anche Rosneft e Camfin ridimensioneranno la loro partecipazione per garantire il miglior successo dell’IPO Pirelli.

Pirelli si presenterà sul mercato, per la prima volta, come pure Consumer tyre company, dal momento che il ritorno in Borsa è stato proprio consentito dalla crescita esponenziale in questo segmento, congiuntamente al divorzio con l’ormai ex sezione Industrial.

Marco Tronchetti Provera, CEO di Pirelli, ha comunicato che il filing per la quotazione sarà presentato entro fine agosto, in modo da rispettare i tempi previsti per l’IPO, che dovrebbero verosimilmente concentrarsi nel mese di ottobre. Gli introiti provenienti dall’IPO saranno impiegati per rimborsare il finanziamento da 1,25 miliardi fatto a Marco Polo.

A seguito dell’IPO, che si preannuncia un successo, Pirelli, già una delle migliori imprese etiche del nostro paese, continuerà ad intensificare i segmenti Prestige e Premium, ossia le produzioni più innovative dell’area top di gamma; questi settori hanno registrato già dal primo trimestre del 2017 un aumento dei volumi di utili grazie alla crescita della componente price/mix, incremento che permetterà a Pirelli di focalizzarsi ancora di più sul settore del lusso e delle nuove tecnologie.

Tipografico: settore in dismissione?

La tipografia è uno di quei settori che, nel corso degli anni, si è reinventato più volte. Oggi, nel 2017, in che maniera questa industria ha cambiato pelle e cosa potremo attenderci nel corso dei prossimi mesi / anni?

Le tendenze grafiche per il prossimo anno vedono il ritorno delle illustrazioni all’interno del packaging, un modo straordinario di comunicare, divertente ed immediato al tempo stesso, il cui obiettivo è quello di fidelizzare il cliente in maniera simpatica ed efficace. Anche grazie alla rete, gli illustratori pubblicitari sono diventati delle vere e proprie star e i propri lavori sono sempre più richiesti. Contine reading

Il Triveneto: ancora un’area calda?

L’area italiana del Triveneto identifica storicamente quella zona che era formata dai territori della Venezia Giulia ad est, della Venezia Euganea al centro e dalla Venezia Tridentina ad ovest. Oggi con questo termine ci si riferisce alle regioni del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia italiano (dunque ad esclusione dei territori che sono di Croazia e Slovenia). Contine reading

Le società alimentari italiane

Quando si parla di cibo l’Italia è hai primi posti nel mondo. La nostra cucina è apprezzata in ogni angolo del globo e sono tantissimi i ristoranti italiani sparsi nelle più grandi città del mondo, e non solo. Indubbiamente è merito delle nostre ricette, preparate spesso ancora secondo la tradizione di decenni fa, ma la differenza la fanno la bontà dei prodotti che si utilizzano e i nomi, famosi, delle aziende della nostra alimentazione. Contine reading

Italiani: ancora leader dell’arredamento ?

Quando si parla di arredamento, l’Italia non è seconda davvero a nessun altro paese al mondo. Le nostre case sono sempre molto curate e viene prestata la massima attenzione anche al minimo dettaglio. Questo ci ha sempre dato la certezza di saper arredare con gusto e con attenzione le nostre dimore, tanto che spesso siamo stati copiati all’estero (tentativo non sempre riuscito).

L’attenzione che al di fuori dei nostri confini nazionali si rivela verso i nostri arredi è sempre elevata, come dimostrato ad esempio da Italian Furniture Center, azienda con sede nel Regno Unito specializzata nella vendita di arredi italiani, dalle camere da letto fino alle cucine, dai soggiorni fino agli accessori che possono rendere una casa più particolare.

Sempre nel Regno Unito si trova Italian Furniture Direct, altra azienda specializzata in arredi “nostrani”: poltrone, letti, tavoli e tutto il necessario per arredare, dalla “A” alla “Z”, la propria casa.

Il gusto italiano è particolarmente apprezzato all’estero anche quando si parla di soluzioni etniche come quelle proposte da Etnicart. Dai tavolini ai mobili, dalle vetrine ai letti e alle librerie, qui è possibile trovare tutto quello di cui si ha bisogno per arredare la propria casa in maniera rustica ed etnica (India e Cina sono solo due delle tipologie di arredi proposti da questa azienda) sempre secondo il più tipico “gusto italico”. Contine reading

I Cinesi si comprano Pirelli

pirelliUna delle ultime novità che hanno sconvolto il mondo industriale è stata la vendita di Pirelli ai cinesi di Chem-China, colosso cinese del settore chimico. Prevista un’Opa da 15 euro ad azione, per un totale di 7 miliardi di euro (nel frattempo Pirelli vola in borsa e arriva a 15,46 euro). Se l’adesione alla stessa sarà completa, i cinesi avranno il 65% di Pirelli, affiancati per il 22,6% dagli italiani e per il 12,4% dai russi di Rosneft.

Il Sole 24 Ore ci svelta perché la scelta è caduta proprio su Pirelli. Ricavi in rialzo del 50% dal 2009 (grazie soprattutto all’aumento della domanda sui mercati emergenti), redditività industriale raddoppiata, 1,1 miliardi di utili netti, un capitale doppio rispetto ai debiti e azioni dal valore triplicato.

La decisione è stata ovviamente presa da Marco Tronchetti Provera e certamente il governo italiano non ha aiutato Pirelli a rimanere italiana. Nel nostro paese manca purtroppo una seria politica industriale in grado di assicurare vera competitività internazionale alle imprese. Tronchetti Provera ha mostrato ancora una volta una seria capacità di visione nell’accettare l’offerta cinese. Come ha rivelato Carlo Alberto Carnevale Maffè, economista della Bocconi, “Tronchetti Provera ha cercato capitali in Italia per 10 anni, ma non è riuscito a trovarli. Egli doveva scegliere un vero partner industriale, altrimenti Pirelli sarebbe finita preda di un concorrente che l’avrebbe assorbita”, mettendo così fine ad una storia che dura dal 1872.

Pirelli diventa cinese, dunque, ma una norma mantiene sede, operatività e ricerca in Italia, cosa che segna indubbiamente un punto a favore del nostro paese.