Il Triveneto: ancora un’area calda?

L’area italiana del Triveneto identifica storicamente quella zona che era formata dai territori della Venezia Giulia ad est, della Venezia Euganea al centro e dalla Venezia Tridentina ad ovest. Oggi con questo termine ci si riferisce alle regioni del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia italiano (dunque ad esclusione dei territori che sono di Croazia e Slovenia). Contine reading

Le società alimentari italiane

Quando si parla di cibo l’Italia è hai primi posti nel mondo. La nostra cucina è apprezzata in ogni angolo del globo e sono tantissimi i ristoranti italiani sparsi nelle più grandi città del mondo, e non solo. Indubbiamente è merito delle nostre ricette, preparate spesso ancora secondo la tradizione di decenni fa, ma la differenza la fanno la bontà dei prodotti che si utilizzano e i nomi, famosi, delle aziende della nostra alimentazione. Contine reading

Italiani: ancora leader dell’arredamento ?

Quando si parla di arredamento, l’Italia non è seconda davvero a nessun altro paese al mondo. Le nostre case sono sempre molto curate e viene prestata la massima attenzione anche al minimo dettaglio. Questo ci ha sempre dato la certezza di saper arredare con gusto e con attenzione le nostre dimore, tanto che spesso siamo stati copiati all’estero (tentativo non sempre riuscito).

L’attenzione che al di fuori dei nostri confini nazionali si rivela verso i nostri arredi è sempre elevata, come dimostrato ad esempio da Italian Furniture Center, azienda con sede nel Regno Unito specializzata nella vendita di arredi italiani, dalle camere da letto fino alle cucine, dai soggiorni fino agli accessori che possono rendere una casa più particolare.

Sempre nel Regno Unito si trova Italian Furniture Direct, altra azienda specializzata in arredi “nostrani”: poltrone, letti, tavoli e tutto il necessario per arredare, dalla “A” alla “Z”, la propria casa.

Il gusto italiano è particolarmente apprezzato all’estero anche quando si parla di soluzioni etniche come quelle proposte da Etnicart. Dai tavolini ai mobili, dalle vetrine ai letti e alle librerie, qui è possibile trovare tutto quello di cui si ha bisogno per arredare la propria casa in maniera rustica ed etnica (India e Cina sono solo due delle tipologie di arredi proposti da questa azienda) sempre secondo il più tipico “gusto italico”. Contine reading

I Cinesi si comprano Pirelli

pirelliUna delle ultime novità che hanno sconvolto il mondo industriale è stata la vendita di Pirelli ai cinesi di Chem-China, colosso cinese del settore chimico. Prevista un’Opa da 15 euro ad azione, per un totale di 7 miliardi di euro (nel frattempo Pirelli vola in borsa e arriva a 15,46 euro). Se l’adesione alla stessa sarà completa, i cinesi avranno il 65% di Pirelli, affiancati per il 22,6% dagli italiani e per il 12,4% dai russi di Rosneft.

Il Sole 24 Ore ci svelta perché la scelta è caduta proprio su Pirelli. Ricavi in rialzo del 50% dal 2009 (grazie soprattutto all’aumento della domanda sui mercati emergenti), redditività industriale raddoppiata, 1,1 miliardi di utili netti, un capitale doppio rispetto ai debiti e azioni dal valore triplicato.

La decisione è stata ovviamente presa da Marco Tronchetti Provera e certamente il governo italiano non ha aiutato Pirelli a rimanere italiana. Nel nostro paese manca purtroppo una seria politica industriale in grado di assicurare vera competitività internazionale alle imprese. Tronchetti Provera ha mostrato ancora una volta una seria capacità di visione nell’accettare l’offerta cinese. Come ha rivelato Carlo Alberto Carnevale Maffè, economista della Bocconi, “Tronchetti Provera ha cercato capitali in Italia per 10 anni, ma non è riuscito a trovarli. Egli doveva scegliere un vero partner industriale, altrimenti Pirelli sarebbe finita preda di un concorrente che l’avrebbe assorbita”, mettendo così fine ad una storia che dura dal 1872.

Pirelli diventa cinese, dunque, ma una norma mantiene sede, operatività e ricerca in Italia, cosa che segna indubbiamente un punto a favore del nostro paese.

Calzedonia e Tezenis: due alfieri importanti del made in Italy nel mondo

lpfvyxlhccruitdi_lQuando si parla di made in Italy nel mondo ci sono tantissime aziende che si possono indicare e che tengono alto il nome del nostro paese. Un esempio su tutti è quello di Calzedonia, brand nato nel 1986 a Vallese di Oppeano (provincia di Verona) e avente sede principale a Dossobuono di Villafranca di Verona.

Un’impresa tra 1,5 miliardi di euro di fatturato, famosa in tutto il mondo anche grazie ai marchi che fanno parte del gruppo: oltre allo stesso Calzedonia vediamo anche Intimissimi, Tezenis e, ultimo entrato, Falconeri.

I negozi a marchio Calzedonia e quelli a Marchio Tezenis sono i principali punti di forza di questo gruppo industriale che ha saputo farsi conoscere ed apprezzare, arrivando a distribuire la sua presenza in tutto il mondo in maniera capillare. Contine reading

Disoccupazione 2014: un fenomeno che non si estingue

online-jobs-concept-1417325-mE’ uno dei fenomeni più dilaganti da qualche anno a questa parte e non accenna a scemare, ma andrebbe limitato e riportato entro certi limiti il prima possibile: stiamo parlando della disoccupazione, fenomeno sociale che ha degli effetti collaterali devastanti sia a livello personale che di società.

Una persona che non ha un lavoro è un individuo che non riesce ad avere soddisfazione. Sia che si tratti di giovani che cercano la loro prima esperienza lavorativa che persone che, a causa della crisi economica, hanno perduto il lavoro, non riuscire a produrre e a “portare a casa la pagnotta” è una vera e propria piaga.

Il problema della disoccupazione c’è in ogni comparto produttivo, da quello turistico fino a quello industriale, sia tra le grandi aziende che tra le piccole e medie imprese. A livello industriale, purtroppo, sono tantissime le grandi fabbriche italiane che, a causa della crisi economica, sono costrette a mandare i dipendenti in cassa integrazione o a tagliare i turni di lavoro, con delle conseguenze decisamente pesanti, oltre che sulla ditta stessa, anche sui dipendenti che vedono un calo delle loro entrate.

Per rispondere alla disoccupazione è importante non perdersi mai d’animo e dedicare il periodo in cui non si lavora a fare qualche cosa di costruttivo, come curare la propria formazione personale seguendo dei corsi online per disoccupati, organizzati appositamente per sviluppare delle specifiche competenze da poter poi spendere nel mercato del lavoro e tornare il prima possibile “in pista”.

La disoccupazione è una cosa brutta, è vero, ma due delle armi più forti per poterla combattere sono l’ottimismo e l’ingegnosità.

Vendita online in Italia: trend e settori in aumento

shopping-trolley-1-1415378-mQuando si parla di vendita online ci si addentra in un mondo che non a tutti convince ancora. Il fatto di non trovarsi faccia a faccia con il venditore, tiene molti potenziali acquirenti sulle spine. Inoltre, la necessità di utilizzare una carta di credito (che sia direttamente o attraverso sistemi terzi, come il noto Paypal) è una cosa che fa ancora storcere il naso a molti. Nonostante questo, la sicurezza di acquistare su internet è assolutamente elevata (a patto di prendere le giuste precauzioni, ma quelle vanno prese anche nella vita reale) e lo dimostra il trend di crescita nelle vendite degli e-commerce.

Se guardiamo alle statistiche di vendita pubblicate da eBay, il più noto sito di aste online della rete, si nota come, nel corso del 2013, siano state fatte 60 vendite al minuto, sul solo ebay.it . Il settore maggiormente trainante è quello della telefonia e degli accessori, con 1 acquisto ogni 4 secondi circa. Al secondo posto l’informatica, con 1 acquisto ogni 9 secondi, e al terzo posto c’è la musica, con 1 acquisto ogni 10 secondi.

Se si guarda, invece, ad un rapporto sullo sviluppo dell’e-commerce in Italia, pubblicato di recente durante l’8° convegno italiano sull’e-commerce, si vede come il 2013 è stato un anno di contrazione per le vendite online in Italia. Nonostante questo, le previsioni per il 2014 sono rosee, poiché si stima che il fatturato dell’e-commerce nel mondo raggiungerà i 1.500 miliardi di dollari, in crescita rispetto all’anno prima. Anche quest’anno il settore che farà da padrone sarà quello degli smartphone, ma avrà dei buoni risultati anche quello della vendita online di scarpe uomo e donna, poiché legato al più generico comparto dell’abbigliamento online, che potrebbe affermarsi come una delle migliori sorprese dell’anno.

Il mercato dei prestiti: credit crunch in diminuzione?

Prestiti e Credit Crunch

Credit Crunch in diminuzione ?

Una delle conseguenze della crisi economica è il credit crunch, ovvero la sempre maggiore difficoltà di privati ed imprese ad accedere al finanziamento. Le motivazioni che portano al credit crunch sono diverse, a cominciare dal fatto che le banche e le società finanziarie chiedono delle garanzie sempre maggiori, che non tutte le famiglie o le società hanno, con la conseguenza di rendere praticamente impossibile avere accesso al credito.

Nonostante che il peggio della crisi economica sembra oramai alle nostre spalle, il problema del credit crunch è tutt’altro che risolto. Ancora oggi tante aziende e famiglie sono impossibilitate a richiedere prestiti o finanziamenti, con la conseguenza di dover chiudere (le imprese) oppure di scegliere canali alternativi (che spesso portano a finire nel cappio dell’usura): meno difficoltosi risultano i prestiti a dipendenti, grazie alle garanzie offerte dalla busta paga, ma la problematica resta forte anche in quest’area.

D’altra parte, è vero che il nostro governo sta cercando di combattere questo fenomeno con delle scelte e dei piani di sviluppo appositi. Ultimo in ordine cronologico è ‘Finanza per la crescita’, creato dal Ministero dell’economia, dal Ministero per lo sviluppo economico e da Bankitalia. Questo strumento è finalizzato per permettere alle imprese, in maniera particolare quelle di piccole e medie dimensioni (le più toccate dal credit crunch) di andare oltre gli ostacoli che rendono impossibile richiedere con successo dei finanziamenti. Tra gli strumenti presi in considerazione anche quelli che vogliono una partecipazione maggiore degli enti di risparmio di lungo periodo, come i fondi pensione e le casse previdenziali. Secondo il Velino sembra che solo 26 aziende su 100 sono state in grado di ottenere credito nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Nonostante un dato migliore del passato (+8% rispetto al trimestre precedente) si tratta di un valore ancora decisamente basso, che deve essere assolutamente migliorato.