L’industria chimica in Italia

L’industria chimica in Italia è uno dei settori economici più importanti, figurando al quarto posto per ordine di importanza. Capace di fare scuola nel resto del Mondo. Con una produzione ad alto valore aggiunto che supera i 55 miliardi di euro, quasi il 10 percento del totale europeo. Figurando così terza nel vecchio continente. Mentre a livello mondiale è 12ma.

Occorre poi aggiungere che le connessioni tra le imprese del mercato europeo hanno radici particolarmente profonde, tanto che si parla di un vero e proprio mercato “domestico” per le aziende italiane. Vediamo di seguito altri numeri interessanti.

I numeri dell’industria chimica in Italia

Le aziende che operano nell’industria chimica in Italia si aggirano intorno alle 2.800 unità e impiegano oltre 110mila persone altamente qualificate. Ed è proprio questo livello di specializzazione del personale che costituisce uno dei punti di forza del comparto. Importanti sono anche la ricerca e sviluppo.

A proposito di ciò, stando ai dati diramati da Federchimica, almeno la metà delle aziende che operano nel settore chimico hanno al loro interno un dipartimento che si occupa specificamente di ricerca e sviluppo, indicato con l’acronimo R&S.

Ed ancora, più della metà, il 56% delle imprese, ha sviluppato attività d’innovazione di prodotto, mentre quasi la metà, il 49 percento, punta ad innovare tutto il processo produttivo. E quindi non solo il prodotto finale, come gli additivi chimici per dirne uno.

Da ciò, se ne deduce che l’industria chimica in Italia sia in grado di realizzare e distribuire prodotti ad alto contenuto tecnologico. Ciò anche grazie al fatto che i beni intermedi sono destinati ad essere inseriti in processi successivi, accrescendo altresì il diffondersi di soluzioni sempre innovative per il settore.

Dunque, alla luce di tutto quanto detto fino ad ora, il settore chimico ricopre un ruolo fondamentale nel promuovere la transizione dell’intera industria in favore di modelli di produzione. Basati su tre aspetti chiave:

  • maggiore sostenibilità
  • ridotto inquinamento
  • maggiore efficienza

Industria chimica in Italia: le tendenze future

Veniamo ora alle prospettive future. Molto importante per l’export italiano è il settore farmaceutico. La crescita attuale risente ancora della coda pandemica ma sta ritornando ai livelli del 2019 e lascia ben sperare.

I programmi fedeltà: deal o scam?

I programmi che premiano la fedeltà di chi li utilizza sono sempre di più, a mano a mano che aumenta l’interesse delle persone verso questo tipo di prodotto, allo stesso tempo questi proliferano nel numero. Nel nostro testo andremo a parlare proprio di questo, cercando di capire se questo tipo di programmi sono validi oppure no, e anche quale sia al momento uno dei migliori.

Programmi fedeltà: deal o scam?

Gli esperti quando parlano dei programmi fedeltà sono sicuramente certi che questi abbiano un certo peso nella vita comune, e non solo per il fatto che ne viene fatto un vasto utilizzo, e perché ne nascono sempre di nuovi, ma perché quando questi sono effettivamente premianti rappresentano una vera e propria opportunità di risparmio. Per la gente comune invece, sono molti a sostenere è che non vi sia una convenienza assoluta, ma che per essere sicuri di non incappare in qualche falsa promessa di risparmio si deve valutare bene a chi ci si rivolge.

La cosa migliore da fare è senza dubbio provarne vari, esclusivamente quelli che si propongono completamente gratuiti e che non chiedono quindi di andare a sottoscrivere abbonamenti o pagamenti una tantum per accedere ai servizi. Quello che conta è che si facciano le dovute verifiche quando si sceglie un determinato prodotto o applicazione, e che poi il risultato finale corrisponda davvero a quello che viene proposto. E’ essenziale anche verificare che sia tutto scritto sul sito madre, in modo da avere in mano un riscontro in caso sia necessario fare una contestazione. 

Passiamo a quello che al momento è considerato uno dei migliori prodotti di questo tipo, sia per convenienza che per affidabilità, parliamo del https://take2me.it/programma-fedelta-t2m, e come si evince facilmente dalla stringa cliccabile il nome del prodotto è Take2me.it. Gli sconti sono legati al raggiungimento di una soglia specifica, la quale dà diritto ad uno sconto ben preciso. In base a quella che si raggiunge con i propri ordini, essa cambierà nella percentuale di sconto che si può ricevere sull’ordine successivo. Insomma, un programma fedeltà che risponde al principio più spendi più risparmi.

Reco e le altre: alla scoperta del settore delle resistenze industriali

Quando parliamo di resistenze industriali ci riferiamo a prodotti ben precisi, ovvero quelle che di fatto sono componenti adatte al riscaldamento elettrico dei fluidi liquidi e gassosi, che vengono realizzate da industrie leader del settore. Sono dette appunto resistenze perché rappresentano nello specifico degli elementi riscaldanti, dotate anche di elementi di fissaggio cine nippli filettati, boccole filettate, flange e cosi via. 

Reco e le altre: alla scoperta del settore delle resistenze industriali

Nel campo delle industrie che realizzano resistenze elettriche ci sono alcune aziende che hanno un peso maggiore sul mercato, situazione derivante da esperienza pluriennale e grande professionalità e preparazione dello staff. Vediamo quali sono le principali industrie che sono il massimo in fatto di resistenze elettriche:

  • Reco resistenze industriali: come possiamo immaginare dal titolo l’azienda leader di questo genere di prodotto è senza dubbio Reco. Si tratta di una azienda italiana, la quale è specializzata sia nella progettazione che nella produzione di resistenze elettriche corazzate per uso domestico. Non solo, il suo campo operativo riguarda anche i termostati unipolari e bipolari, resistenze elettriche a uso industriale e sistemi di riscaldamento elettrici.

Reco è operativa sul territorio da oltre cinquant’anni periodo che le ha permesso di divenire punto di riferimento per qualsiasi esigenza legata a resistenze elettriche e prodotti vari. La forza di questa azienda sta anche nella continua innovazione di prodotti e processi, sistema che le ha permesso di essere, oltre che leader in Italia, anche leader mondiale del proprio settore. 

  • RFELECTRIC: questa azienda è tra i più prestigiosi produttori di resistenze elettriche corazzate e riscaldatori industriali. Il suo campo operativo è nell’intera zona EU. RF ELECTRIC ha saputo imporsi con decisione sul mercato del settore, divenendo in breve tempo uno dei principali riferimenti per prodotti di questo tipo. 
  • Z.R.E.: altra azienda di prestigio nel nostro Paese, la cui sede operativa è a San Gillio, in provincia di Torino. La sua “mission” è quella di occuparsi della progettazione e della produzione di riscaldatori elettrici. Non solo, uno dei sui principali servizi è quello di fornire una serie di accessori complementari per svariati settori.

Pulizia Uffici: un valore in più per l’ambiente di lavoro!

Pulizia uffici: come evitare problemi con la ditta incaricata 

La pulizia di un ufficio è fondamentale per il benessere di chi ci lavora. Affinché non si abbiano problemi con la ditta o l’impresa di pulizie a cui viene affidato l’incarico è bene conoscere di quali requisiti debba essere in possesso chi esercita l’attività.
Parliamo di requisiti che vengono ben distinti all’interno del servizio di pulizia ordinaria e straordinaria.
Entriamo nel dettaglio dei requisiti fondamentali, ovvero quelli legati all’attività ordinaria.
Ricordiamo che all’interno della macroarea pulizia ordinaria rientrano tutte le attività di ordinaria manutenzione, quali, il lavaggio dei pavimenti, lo spolvero dei mobili, la lucidatura dei vetri; mentre in quella straordinaria figurano le attività che vengono condotte una tantum a titolo di straordinaria manutenzione.
Tra queste figura ad esempio, la derattizzazione, la deragnatura e la disinfestazione. 

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Lo stato del turismo per l’autunno 2021

Qual è lo stato del turismo per l’autunno 2021? Che cosa possiamo aspettarci dall’offerta turistica al momento? Dopo il periodo di quarantena, c’è sempre voglia di ripartire e di dimenticare il periodo: quale modo migliore se non quello di fare un viaggio, una vacanza rilassante e riprendersi del tutto? Il mercato turistico in Italia per l’autunno punta tutto sulla bellezza di luoghi magici.

Città d’arte e musei a cielo aperto

Da Torino a Firenze, da Roma a Palermo, i turisti stanno riscoprendo le bellezze nostrane, e non c’è proprio niente di meglio di avere l’occasione di fare un giro per le città d’arte più famose di sempre. Dal momento in cui non fa ancora molto freddo, però, è possibile girare liberamente per le vie della città. Ed ecco che Firenze, con i suoi mille tesori, è la località ideale in cui fare un weekend fuori porta. Che dire poi di Roma, la capitale d’Italia? Perfetta.

L’estate è finita, ma la voglia di mare no

Fare una vacanza in sicurezza ad Alba Adriatica è davvero l’ideale per chi desidera salutare l’estate. Oltre ad avere un’offerta turistica mirata per tutti – adatta alle coppie, famiglie in viaggio con bambini o gruppi di amici – Alba Adriatica sa mettere a proprio agio i turisti. Sebbene l’estate sia finita, c’è sempre un po’ il desiderio di trascorrere qualche giorno al mare, magari godendosi gli ultimi raggi solari prima dell’inverno. Tra l’altro, essendo bassa stagione, non ci sarà nemmeno la solita calca e ci si potrà godere dei giorni super rilassanti.

Alla scoperta dei borghi medioevali

Con la campagna vaccinale di Covid-19 abbiamo fatto dei passi in avanti. Tuttavia, i turisti per il momento stanno riscoprendo il piacere di fare una vacanza in Italia e di andare a caccia di tesori inestimabili. Abbiamo la fortuna di vivere nel Bel Paese, dove è possibile ovviamente fare un salto nei principali borghi medioevali. Ci vengono in mente i più famosi, come San Leo o Santarcangelo di Romagna, locali nella Riviera Romagnola. Sono degli enormi punti di riferimento per chi vuole vivere una vacanza in sicurezza senza rinunciare alla storia, all’arte, alla cultura e all’offerta gastronomica di una cucina tipica e tradizionale.

I trend per l’arredamento che non ci aspettavamo

Quali sono i trend per l’arredamento che proprio non ci aspettavamo ma che hanno saputo conquistare il cuore degli appassionato di design? L’arredo, si sa, può cambiare ogni anno, e sono stati tanti gli stili che si sono susseguiti nel tempo, e che ogni tanto magari ritornano. Tuttavia, non vogliamo solo concentrarci sui grandi classici o evergreen, ma anche sulle nuove tendenze.

Grès Porcellanato

Il pavimento in grès porcellanato è ormai diventato un classico senza tempo. In pochi anni si è letteralmente affermato sul mercato fino a diventare più di un trend. Presenta delle caratteristiche molto ben precise: anzitutto, è elegante e raffinato, ma soprattutto è resistente, adatto a chiunque. L’elevata resistenza all’usura lo rende ideale in molti ambienti, dalla cucina al bagno, ma anche in camera da letto. Dal momento in cui non assorbe molta acqua, è persino indicato per gli spazi esterni.

Stile classico e tradizionale? Sì, tornano in tendenza

Dopo un periodo in cui non si è parlato altro che della passione per lo stile moderno, se non addirittura minimal, ecco che cresce la richiesta e la domanda verso lo stile classico e tradizionale. Un arredo che dopotutto non può passare di moda e che ancora oggi attira tantissimo. C’è un altro aspetto da considerare: il design classico dà un senso di famiglia e di calore senza eguali. 

Vince lo stile eclettico

Tanto nel mondo della moda che dell’arredo vince lo stile eclettico. In poche parole, le persone vogliono esprimere la propria personalità, rendere unico e speciale il proprio spazio abitativo. Per fortuna, ci sono molti modi per distinguersi, come introdurre dei mix di colori particolari, per uno stile inconfondibile e proprio.

Domotica

Forse non ci aspettavamo che la nostra casa sarebbe diventata sempre più tecnologica e in grado di rispondere alle nostre esigenze. Dai comandi vocali fino agli impianti domotici, però, abbiamo la possibilità di realizzare uno spazio abitativo smart e intelligente.

Un vero e proprio passo in avanti verso il futuro, verso soprattutto una casa che possa essere pronta per ogni evenienza, ben protetta. A parere nostro è tra i trend del 2022 da non lasciarsi sfuggire.

Il Covid e il boom del take away

Nell’ambito dello stato di emergenza e nello stato delle misure amministrative, la ricezione al pubblico è vietata per alcuni edifici pubblici e in particolare ristoranti e bar, che sono limitati alla consegna e portare fuori. ! Nell’era Covid-19, le chiusure dei canali tradizionali di vendita di abbigliamento e tanto altro, hanno trainato gli ordini online e, gli e-commerce hanno preso sempre di più il sopravvento sui negozi fisici.

Ma purtroppo non ci può essere affollamento nel mondo che convive con il coronavirus e le indicazioni che lo disciplineranno dovranno accodarsi a delle linee guida. Il non assembramento è una questione fondamentale!

A questo proposito il take away sta vivendo una crescita senza precedenti. Questo mercato, che riguarda principalmente il cibo tradizionale o veloce, è lontano dall’essere saturo. Diventa quindi fondamentale per i ristoratori, ma anche per tutti gli amanti del cibo compresi, posizionarsi lì!

Sono consentiti il take-away e non solo la consegna a domicilio, con orari però dedicati e appuntamenti ben precisi per il ritiro, un po’ come dovrebbe essere nella parrucchiera e nei centro estetici. Se durante l’emergenza sanitaria bar e ristoranti potranno sostituire l’accoglienza al pubblico con il take-away, non tutti erano in grado di farlo prima… A parte l’emergenza sanitaria, quali strutture possono praticare il take-away? Affinché un bar o un ristorante svolga un’attività da asporto è necessario, cumulativamente:

  • averlo dichiarato tra le sue attività svolte per lo stabilimento interessato ;
  • di essere espressamente autorizzato a farlo dal suo contratto di locazione commerciale.

Tuttavia, in questo contesto, i decreti hanno, di fatto, autorizzato bar e ristoranti a esercitare l’attività di asporto durante l’emergenza sanitaria, anche quando non compare nel loro contratto di locazione.

Ristoratori e commercianti offrono un servizio di consegna, inoltre esistono delle piattaforme che riuniscono i ristoranti che producono la loro offerta e garantiscono la consegna ai propri clienti. Hanno solo il ruolo di connettere e portare affari. Prendono una commissione dal 10% al 15% per ordine, ma offrono comunque a ristoratori e commercianti una presenza digitale completa (Internet, App, social network). I clienti beneficiano del servizio clienti, che contribuisce al successo di questa tipologia di piattaforma.

Le regioni dell’edilizia in Italia

Il progresso del mercato edilizio nel nostro paese è minore alla media europea stimata nel 3,1%; soltanto il Regno Unito, alle prese con le incognite della Brexit, ha registrato un trend del mercato edilizio peggiore di quello italiano.

Negli anni, in Italia il settore edilizio ha visto tanti alti e bassi, ovvero momenti di crescita, alternati da periodi di crisi che hanno portato addirittura al fallimento di parecchie aziende. Oggigiorno, invece, si prospetta una leggera ripresa: nelle imprese edili di ieri (fra il 2008 e il 2016), la crisi ha condotto alla scomparsa sul mercato di oltre 120 mila imprese di costruzioni; il Bel Paese ha segnato un timido aumento degli occupati solo nel 2017 (circa 5.000 unità); nelle imprese edili di oggi (biennio 2020-2021), per fortuna il settore edilizio è in ripresa, infatti è prevista una crescita di 4,5 miliardi.

Sostenibilità, digitalizzazione e materiali innovativi, sono le parole chiave del futuro settore edilizio in Italia. Complice di ciò sono sicuramente i nuovi processi produttivi e l’innovazione nei prodotti, insieme alle tecnologie digitali che rappresentano gli elementi essenziali per un adeguamento ai cambiamenti di un mercato sempre più globale. E’ definita edilizia 4.0 ciò per cui si punta al rinnovamento di processi e materie prime per costruire edifici che siano più dinamici sotto il punto di vista energetico. 

In Italia, le regioni settentrionali vanno meglio nei settori edilizia, fanno da guida Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Piemonte nella classifica sull’edilizia che sintetizza gli indicatori sulle emissioni di CO2 da settore residenziale e la riqualificazione energetica degli edifici.

Edilportale è un Marketplace, si tratta di un luogo virtuale italiano in cui rivenditori, imprese e professionisti che vendono e acquistano prodotti, materiali e attrezzature da costruzione ( ad esempio intonaci a Rimini, vernici e collanti, coperture, strutture, isolamento, porte e finestre e tanto altro in tutta Italia). I professionisti si occupano di realizzare e aggiornare le schede prodotto, complete di specifiche tecniche, informazioni sull’azienda, referenze, file BIM e 3D, elenco dei rivenditori e un forum di richiesta informazioni. In questo modo è possibile entrare direttamente in contatto con progettisti, architetti, ingegneri, costruttori e imprese.

Coronavirus: come cambia il settore lavoro

I grandi e improvvisi mutamenti che stanno investendo l’intero tessuto sociale, letteralmente travolto dall’emergenza provocata dalla pandemia Coronavirus, stanno avendo importanti ripercussioni anche sul mondo del lavoro.

Un numero elevatissimo di aziende ha urgenza di ripensare la propria organizzazione e di snellire tutti quei processi tradizionalmente svolti all’interno di uffici e studi. 

Procedure consolidate e consuetudini vengono rapidamente messe da parte, gli spazi fisici vengono abbandonati per dare il via ad un processo di rinnovamento che, in condizioni normali, avrebbe trovato piena applicazione solo tra qualche anno.

“Il Coronavirus è un prezioso esperimento di sociologia”

Il primo passo di questo processo è certamente il Lavoro Agile, i cui vantaggi sono ben descritti da  Domenico De Masi  professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

 In qualità di fondatore della SIT, Società Italiana Telelavoro, per la diffusione del telelavoro e la sua regolamentazione sindacale, il professor De Masi non ha esitato a definire il Coronavirus un “prezioso esperimento di sociologia , sottolineando come lo smart working applicato all’improvviso ed in larga scala per favorire il distanziamento sociale, sia da considerare, in termini di benefici e produttività, “il modo migliore di lavorare”.

Quanto era diffuso il lavoro agile prima dell’attuale emergenza sanitaria?

Uno studio condotto dall’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano riferisce che nel 2019 erano 570.000 i “lavoratori agili” in Italia, numero in crescita del 20% rispetto all’anno precedente, ma, stando ai dati dell’Eurostat, il nostro Paese è ancora sotto la media europea per utilizzo dei vantaggi forniti dalla tecnologia.

 Il motivo di questo ritardo in Italia è da imputare, secondo l’analisi del professor De Masi,  ad “una resistenza patologica al cambiamento”, nonostante evidenti vantaggi per le aziende, i lavoratori e l’ambiente. 

Lo Smart Working consente infatti un importante contenimento dei costi di gestione delle strutture aziendali, un generale alleggerimento dei processi produttivi, una maggiore flessibilità oraria per il lavoratore e una drastica riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico in città. 

Nel nostro Paese, prima dell’emergenza sanitaria, lo Smart Working oltre a non essere largamente diffuso, era applicato a livello opzionale esclusivamente a seguito di accordi individuali. 

Oggi i decreti del Governo hanno di fatto liberalizzato questa forma di lavoro consentendo alle aziende di scegliere il lavoro agile senza accordo individuale. 

Siamo pronti a far nostro questo modo di lavorare?

Per cogliere appieno questa opportunità le aziende dovranno riorganizzare  gerarchie e collaborazioni, gestire efficacemente le persone radunandole non più attorno ad tavolo ma attorno a un progetto, in modo snello, dimenticando gli uffici e le riunioni in spazi rigidamente interpretati.

Alle diverse figure professionali coinvolte in questo processo si chiederà di far proprio un nuovo schema mentale e di accogliere una vera e propria rivoluzione culturale del lavoro. E, di conseguenza, della formazione: se prima conseguire un diploma di laurea online era considerato un’ “alternativa”, ora e per molto tempo sarà considerata la normalità.

Come sottolineato in una interessante guida sulle professioni del futuro realizzata da Risorse.it da tempo impegnata nella creazione di percorsi formativi su misura per i lavoratori nell’ottica di un “long life learning” (e ora in prima line per lo sviluppo dello Smart Working), è fondamentale focalizzare la formazione nell’ambito della tecnologia e del digitale.

Imparare a gestire grandi mole di dati e informazioni attraverso la semplificazione dei nuovi media è indispensabile per i giovani candidati ma anche per i lavoratori con maggiore anzianità aziendale perché, soprattutto oggi, non si può mai smettere di imparare!

Come resiste la ristorazione nell’era del Covid

La ristorazione e il Covid-19 non vanno d’accordo. Durante il lockdown, indubbiamente è stata piegata dalla chiusura dei ristoranti, delle pizzerie, dei pub: nessun locale era aperto. Ma la ristorazione resiste, ed è questo il bello: noi italiani amiamo mangiare, e sappiamo come coniugare i piaceri della tavola alla prevenzione della nostra salute. 

Ristorazione e Covid: qual è la situazione?

Per adesso, i ristoranti sono aperti e continuano tuttavia a seguire le regole di prevenzione del Coronavirus; tavoli distanziati, mascherine indossate poco prima di sedersi ai tavoli, igienizzarsi le mani poco prima di entrare nel locale. Poche e semplici regole che ci permettono di uscire, ma di non essere contagiati. 

Indubbiamente, molti ristoratori hanno deciso di investire sul proprio locale: hanno rivalutato il menù, scelto delle operazioni di marketing, investito sui clienti. Purtroppo, c’è anche un’altra faccia della medaglia: tanti locali hanno chiuso, molti ristoratori, dopo una vita trascorsa in cucina, hanno scelto di non riaprire. In questo momento, è importante sostenere i ristoratori, ma anche proteggersi da eventuali contagi. 

Dove mangiare a Rimini 

Una delle mete preferite dagli italiani sin dagli anni ’60 è indubbiamente Rimini. Per il turista stagionale e balneare, Rimini è la meta ideale: hotel e ristoranti per famiglie, parchi divertimento, spiagge e anche storia, grazie ai borghi che si trovano nelle immediate vicinanze. 

ristoranti di pesce a Rimini sono un vero e proprio must. Tra i più famosi e pregiati, troviamo il ristorante “Al Moccolo”, amato per la qualità offerta e per il servizio attento. Il ristorante Prua a Rimini offre una varietà di cruditè invidiabile: pesce fresco e dal sapore che difficilmente scorderemo. Un’altra tappa immancabile è lo Zodiaco; una selezione di primi piatti di pesce e di dolci superlativa. 

Un agriturismo con ristorante a Rimini è il Germano Reale: le sue attenzioni al cliente e la qualità del cibo è davvero indimenticabile. Perfetto per chi desidera rigenerarsi e uscire dalla città, pur rimanendovi vicino.