Coronavirus: come cambia il settore lavoro

I grandi e improvvisi mutamenti che stanno investendo l’intero tessuto sociale, letteralmente travolto dall’emergenza provocata dalla pandemia Coronavirus, stanno avendo importanti ripercussioni anche sul mondo del lavoro.

Un numero elevatissimo di aziende ha urgenza di ripensare la propria organizzazione e di snellire tutti quei processi tradizionalmente svolti all’interno di uffici e studi. 

Procedure consolidate e consuetudini vengono rapidamente messe da parte, gli spazi fisici vengono abbandonati per dare il via ad un processo di rinnovamento che, in condizioni normali, avrebbe trovato piena applicazione solo tra qualche anno.

“Il Coronavirus è un prezioso esperimento di sociologia”

Il primo passo di questo processo è certamente il Lavoro Agile, i cui vantaggi sono ben descritti da  Domenico De Masi  professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

 In qualità di fondatore della SIT, Società Italiana Telelavoro, per la diffusione del telelavoro e la sua regolamentazione sindacale, il professor De Masi non ha esitato a definire il Coronavirus un “prezioso esperimento di sociologia , sottolineando come lo smart working applicato all’improvviso ed in larga scala per favorire il distanziamento sociale, sia da considerare, in termini di benefici e produttività, “il modo migliore di lavorare”.

Quanto era diffuso il lavoro agile prima dell’attuale emergenza sanitaria?

Uno studio condotto dall’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano riferisce che nel 2019 erano 570.000 i “lavoratori agili” in Italia, numero in crescita del 20% rispetto all’anno precedente, ma, stando ai dati dell’Eurostat, il nostro Paese è ancora sotto la media europea per utilizzo dei vantaggi forniti dalla tecnologia.

 Il motivo di questo ritardo in Italia è da imputare, secondo l’analisi del professor De Masi,  ad “una resistenza patologica al cambiamento”, nonostante evidenti vantaggi per le aziende, i lavoratori e l’ambiente. 

Lo Smart Working consente infatti un importante contenimento dei costi di gestione delle strutture aziendali, un generale alleggerimento dei processi produttivi, una maggiore flessibilità oraria per il lavoratore e una drastica riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico in città. 

Nel nostro Paese, prima dell’emergenza sanitaria, lo Smart Working oltre a non essere largamente diffuso, era applicato a livello opzionale esclusivamente a seguito di accordi individuali. 

Oggi i decreti del Governo hanno di fatto liberalizzato questa forma di lavoro consentendo alle aziende di scegliere il lavoro agile senza accordo individuale. 

Siamo pronti a far nostro questo modo di lavorare?

Per cogliere appieno questa opportunità le aziende dovranno riorganizzare  gerarchie e collaborazioni, gestire efficacemente le persone radunandole non più attorno ad tavolo ma attorno a un progetto, in modo snello, dimenticando gli uffici e le riunioni in spazi rigidamente interpretati.

Alle diverse figure professionali coinvolte in questo processo si chiederà di far proprio un nuovo schema mentale e di accogliere una vera e propria rivoluzione culturale del lavoro. E, di conseguenza, della formazione: se prima conseguire un diploma di laurea online era considerato un’ “alternativa”, ora e per molto tempo sarà considerata la normalità.

Come sottolineato in una interessante guida sulle professioni del futuro realizzata da Risorse.it da tempo impegnata nella creazione di percorsi formativi su misura per i lavoratori nell’ottica di un “long life learning” (e ora in prima line per lo sviluppo dello Smart Working), è fondamentale focalizzare la formazione nell’ambito della tecnologia e del digitale.

Imparare a gestire grandi mole di dati e informazioni attraverso la semplificazione dei nuovi media è indispensabile per i giovani candidati ma anche per i lavoratori con maggiore anzianità aziendale perché, soprattutto oggi, non si può mai smettere di imparare!

Come resiste la ristorazione nell’era del Covid

La ristorazione e il Covid-19 non vanno d’accordo. Durante il lockdown, indubbiamente è stata piegata dalla chiusura dei ristoranti, delle pizzerie, dei pub: nessun locale era aperto. Ma la ristorazione resiste, ed è questo il bello: noi italiani amiamo mangiare, e sappiamo come coniugare i piaceri della tavola alla prevenzione della nostra salute. 

Ristorazione e Covid: qual è la situazione?

Per adesso, i ristoranti sono aperti e continuano tuttavia a seguire le regole di prevenzione del Coronavirus; tavoli distanziati, mascherine indossate poco prima di sedersi ai tavoli, igienizzarsi le mani poco prima di entrare nel locale. Poche e semplici regole che ci permettono di uscire, ma di non essere contagiati. 

Indubbiamente, molti ristoratori hanno deciso di investire sul proprio locale: hanno rivalutato il menù, scelto delle operazioni di marketing, investito sui clienti. Purtroppo, c’è anche un’altra faccia della medaglia: tanti locali hanno chiuso, molti ristoratori, dopo una vita trascorsa in cucina, hanno scelto di non riaprire. In questo momento, è importante sostenere i ristoratori, ma anche proteggersi da eventuali contagi. 

Dove mangiare a Rimini 

Una delle mete preferite dagli italiani sin dagli anni ’60 è indubbiamente Rimini. Per il turista stagionale e balneare, Rimini è la meta ideale: hotel e ristoranti per famiglie, parchi divertimento, spiagge e anche storia, grazie ai borghi che si trovano nelle immediate vicinanze. 

ristoranti di pesce a Rimini sono un vero e proprio must. Tra i più famosi e pregiati, troviamo il ristorante “Al Moccolo”, amato per la qualità offerta e per il servizio attento. Il ristorante Prua a Rimini offre una varietà di cruditè invidiabile: pesce fresco e dal sapore che difficilmente scorderemo. Un’altra tappa immancabile è lo Zodiaco; una selezione di primi piatti di pesce e di dolci superlativa. 

Un agriturismo con ristorante a Rimini è il Germano Reale: le sue attenzioni al cliente e la qualità del cibo è davvero indimenticabile. Perfetto per chi desidera rigenerarsi e uscire dalla città, pur rimanendovi vicino.

Arredamento casa: come cambiano i prezzi in tutta Italia

Credete che arredare casa sia un po’ la stessa cosa a tutte le latitudini? Sbagliate. Il budget da destinare all’acquisto dei mobili varia, ed anche parecchio, da uno stato all’altro ed addirittura da una regione all’altra. 

Perché ciò accade? Beh, essenzialmente perché l’arredo casa è un settore commerciale come tutti gli altri e quindi soggetto a macro e micro leggi del mercato che contribuiscono a meglio definire i prezzi di un dato prodotto e che, ovviamente, possono variare in relazione a particolari riguardanti la territorialità.

Quanto costa arredare? I parametri universali

Come si determina il costo di un pezzo d’arredo? Un armadio non è sempre un armadio? No, e vi spieghiamo subito il perché. Innanzitutto conta la qualità del prodotto: una cosa è comprare un mobile in legno massello ed una cosa è comprare un mobile costruito con un materiale che poco si discosta dal cartone. Sotto la voce “qualità” però dobbiamo inserire anche la fattura ed il design nonché l’aspettativa di vita del prodotto. 

Un altro parametro su cui basarsi è la dimensione, la metratura della mobilia. Arredare un angolo cottura, ci arriviamo un po’ tutti, non è esattamente come riempire le pareti di una stanza di una ventina di metri quadri. 

Sul costo finale dell’articolo infine agiscono anche la qualità del servizio e la professionalità del rivenditore. Chiaramente poi dovrete tener conto pure del rapporto qualità-prezzo. Insomma sia che compriate delle cucine a Lecce sia che acquistiate delle cucine a Catania, nessun rivenditore si sognerà mai di chiedervi un compenso superiore o inferiore ad un determinato standard. 

Quanto costa arredare? I parametri territoriali

Ai parametri appena elencati comunque dovrete aggiungerne altri: avrete così un’idea di come possano cambiare i prezzi dei mobili in tutta Italia. Considerate innanzitutto la presenza più o meno massiccia di realtà locali impegnate nella produzione di arredo casa. 

Valutate anche la disponibilità di materia prima, nonché di corsi universitari utili alla formazione di progettisti e designer. Ma non abbiamo ancora finito. In assenza di tali realtà determinate se e come la vostra regione può sopperire a tali carenze. Esistono sufficienti vie di commercio e comunicazione? Le vostre città sono professionalmente appetibili? 

Insomma: rapportate al settore le più comuni leggi del mercato, della domanda e dell’offerta e tutto vi sarà chiaro…

Mercato immobiliare Italia 2020: regione per regione

L’Abruzzo è in piena espansione. Ad oggi il prezzo di vendita al metro quadro è di 1.365€, mentre per l’affitto 6,62€ al metro quadrato al mese (da questo momento proporremo solo il valore), cifre che cresceranno. In calo invece la Basilicata, con un decremento medio che sfora il -10%.

La Calabria è la regione più economica: i prezzi sono crollati e le previsioni vedono una modesta ripresa nel solo settore affitti.

In Campania il valore delle vendite si attesta a 1.838€, e quello degli affitti a 7,22€, e sono previsti rialzi dei prezzi per tutto il 2020 grazie al recente incremento della domanda, ad eccezione di una Napoli in calo.

In libera ascesa l’Emilia-Romagna soprattutto per quello che riguarda le vendita di case a Bologna: compravendite e contratti di locazione alle stelle, e il segno positivo continuerà ad aumentare per tutto l’anno.

Particolare la situazione del Friuli-Venezia Giulia. I dati attuali (1.411€ e 8,02€) sono da interpretare in aumento nelle località turistiche, in flessione per le strutture residenziali.

Non stupisce il Lazio, che registra 2.317€ per le vendite e 11,90€ per gli affitti, numeri destinati a gonfiarsi nel corso del 2020 (nonostante la critica sulle case popolari). Idem Lombardia, con affitti più alti di circa il 2%. Sullo stesso trend è la Liguria, ma lo inverte: crescita esponenziale dei costi d’acquisto/vendita e affitti nella media nazionale.

Marche e Molise giocheranno invece su un’altalena: oscillazioni al ribasso nell’entroterra, che prosegue la tendenza degli ultimi 10 anni, e qualche punto in più lungo le zone costiere. Simile la situazione in Umbria, con variazioni di segno negativo meno forti ma comunque persistenti.

Il Piemonte è in ascesa per volumi di compravendita, segnando un +10% nell’ultimo anno; i costi sono piuttosto contenuti, ma con previsioni di crescita repentina anche sugli affitti.

In Puglia e Sicilia i prezzi sono in stallo, e il trend dovrebbe continuare; vivaci invece i volumi. La Sardegna vivrà invece tra luci delle zone turistiche carissime e in forte crescita, e ombre in flessione dell’entroterra.

Cresce spedito e inarrestabile l’immobiliare di Toscana e Valle d’Aosta, ma da un lato si teme la saturazione del mercato, dall’altro si parla di un anno a venire stabile sulla situazione attuale. Costi simili per il Trentino-Alto Adige, ma con forte incremento dei volumi.

Concludiamo con il Veneto, il cui 2020 si prospetta all’insegna dei prezzi in calo, e si dovrebbe rapidamente raggiungere il potere d’acquisto delle famiglie, anche con la nuova legge sulle case in mansarda.

OIKIA: il nuovo portale immobiliare

Presentiamo un nuovo portale immobiliare che, a pochi mesi dal suo esordio, sta ritagliandosi progressivamente una fette consistenti di un mercato in apparenza già saturo di servizi similari. Con una forte presenza sul territorio, affidata a tecniche di marketing non meno old-school di pubblicità televisive, ma non meno efficaci, OIKIA si pone come un importante player del settore annunci immobiliari online.

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Metodo di studio

Si diventa manager di successo in un solo modo: lo studio, l’impegno, la dedizione al raggiungimento dei propri obiettivi. La fortuna? La ricerca chi vuole vincere la lotteria. La sfortuna? E’ l’alibi di chi non si è impegnato al massimo. E’ lo studio, la cultura, la chiave di tutto.

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Il settore moda online: up or down?

Come sta andando il settore della moda online? Negli anni, abbiamo visto un cambiamento radicale nei nostri metodi di acquisto. Da quando internet è ormai divenuto una estensione del mondo reale, offrendo negozi, shopping online e tanto altro, molti di noi hanno preferito navigare online per trovare quanto ci occorreva.

Come va il settore della moda online?

Sono molti i brand, infatti, che hanno dovuto adeguarsi e mettere uno shop online, per permettere ai propri clienti di acquistare abiti e non solo. In particolare, il mondo della moda ha subito una rivoluzione: se in negozio troviamo solo una parte dei capi di abbigliamento disponibili, online troviamo tutte le collezioni complete e anche quelle passate.

Di conseguenza, molte persone hanno deciso esclusivamente di fare i propri acquisti online e di guardare in negozio alcuni capi prima di prenderli. Ma tutt’oggi il settore della moda online è ancora sulla cresta dell’onda, oppure l’attenzione comincia a calare? Il consumatore medio vuole risparmiare tempo e soldi.

Andare in negozio significa comunque spendere benzina e, magari, trovare meno sconti rispetto al negozio online; di solito, i brand inseriscono una sezione “offerte” o “saldi” davvero preziosa.

Up or down: un andamento generale

In realtà, a distanza di anni, il settore della moda online è in piena crescita. No, non si sta arrestando: ogni giorno, infatti, sono aperti decine di nuovi e-commerce se consideriamo l’Italia: da siti di vendita Moncler online fino al laboratorio di costumi da bagno, fino ai vestiti online e anche alle scarpe su internet. Se andiamo invece a considerare il mondo intero, il numero sale di molto. La comodità di poter fare acquisti online è irrinunciabile per molti. Parliamo di persone che lavorano, che non hanno il tempo materiale di poter sbrigare delle commissioni.

Inoltre, come abbiamo visto prima, gli sconti e i cataloghi più ampi rimangono uno dei punti forti di questa pratica. Vi permettono di avere le idee più chiare, di potervi sedere sul divano di casa e di leggere le caratteristiche, valutare i prezzi in altri negozi senza doverli andare a cercare di persona. Sono dei vantaggi che non possiamo non considerare; e non vale solo per la moda, bensì per ogni settore, dall’oggettistica fino all’arredo di casa.

Guida alle migliori autofficine in Italia

Avete bisogno di dare uno sguardo alle migliori autofficine in Italia? Oggi abbiamo pensato di stilare una piccola lista per aiutarvi. Ogni autofficina deve essere ben servita e in grado di offrire determinati servizi ai clienti. È importante anche la qualità dei materiali e lo svolgimento dei servizi, al fine di ottimizzare le prestazioni della nostra auto. Andiamo ad analizzare alcune officine in Italia per voi.

Quali sono le migliori autofficine in Italia

Servizi di riparazione, di tagliandi, di manutenzione: sono molteplici i servizi di un’autofficina. In Italia, ne abbiamo diverse, che sono davvero valide. È importante scegliere la migliore proprio per ricevere un trattamento perfetto sotto ogni aspetto. Dopotutto, l’auto ha un costo preciso e la sua manutenzione è importante.

Dopo varie e attente analisi, abbiamo selezionato ben quattro autofficine. Qui di seguito troverete tutte le informazioni a riguardo, con le prestazioni offerte e soprattutto il luogo in cui potete trovarle.

Le quattro autofficine in cui andare in Italia: ecco quali sono

Carrozzeria a Genova Enrico: una tra le migliori autofficine in Italia si trova a Genova e opera da più di 40 anni in questo settore. Possiede la certificazione di autofficina autorizzata Citroen e Peugeot. Tra i lavori offerti, citiamo manutenzione meccanica e verniciatura carrozzeria. Un team molto affiatato, al passo con le moderne tecniche di lavorazione, che offre qualità e convenienza.

Autofficina Vignoli: questa autofficina si trova in provincia di Bologna, esattamente ad Argelato. Fondata nel 1974, è una delle autofficine con materiali e tecniche di lavorazione più all’avanguardia. Lavora da più di 40 anni nel territorio e il loro unico scopo è offrire servizi di elevata qualità ai propri clienti. Dal 1997, offre anche servizi di revisioni di auto, autocarri e moto.

Autofficina Alfieri Auto: per coloro che si trovano in Toscana, questa autofficina si trova in provincia di Firenze, esattamente a Calenzano. Oltre ad effettuare lavori di riparazione e di revisione, si occupa di impianti di allarme e di GPL, servizi di vetture sostitutive e di auto a noleggio per interventi importanti. Tagliandi e ricambi. Un’officina completa e affidabile.

Autofficina Autronica: si trova a Udine, ma opera anche in provincia. La sede è a Tavagnacco. I loro servizi sono davvero molteplici: riparazione meccanica, diagnosi, manutenzione ordinaria e straordinaria, carrozzeria, pneumatici, impianti clima e gpl e tanto altro.

Quello che devi sapere sul Trattamento di Fine Servizio

Il Trattamento di Fine Servizio (TFS), è quella somma maturata dai dipendenti pubblici nell’arco della loro vita lavorativa. Questa somma sarà erogata dall’ente pensionistico di riferimento che è l’INPS, nei tempi previsti dalla regolamentazione vigente. Si parla al momento di un periodo che può variare da 12 a 48 mesi. Andiamo a vedere come funziona l’erogazione del TFS.

Erogazione del TFS: ci sono tre scaglioni

Fatta premessa importante che il TFS viene erogato d’ufficio e quindi non prevede richieste da parte di colui che va in pensione, ecco i tre scaglioni considerati dall’INPS:

  • Unica soluzione: l’importo complessivo lordo deve essere pari o inferiore a 50.000 euro.
  • Due rate annuali: l’ammontare complessivo lordo deve superiore a 50.000 euro ma comunque inferiore a 100.000 euro. In questo caso si riceverà la prima rata di 50.000 euro e la seconda pari all’importo residuo.
  • Tre rate annuali: l’ammontare complessivo lordo deve essere superiore a 100.000 euro. In questo caso la prima e la seconda rata saranno pari a 50.000 euro e la terza sarà pari all’importo residuo. La seconda e la terza somma verranno pagate rispettivamente dopo 12 e 24 mesi da quella che è la decorrenza del pagamento della prima.

Cessione TFS

Se invece si ha la necessità di avere prima il proprio TFS, vi è la possibilità di accedere ad un finanziamento agevolato, grazie al quale si otterrà l’intera somma dovuta nel giro di massimo 25 giorni, e ad un tasso d’interesse molto vantaggioso. Inoltre, si tratta di un finanziamento che non ha spese d’istruttoria, che non necessita di firme a garanzia, e soprattutto che non tiene conto del fatto che vi siano contemporaneamente altri finanziamenti presenti.

Insomma, si tratta è vero pur sempre di un finanziamento, ma se i tempi di attesta da parte dell’INPS sono troppo lunghi, e per varie ragioni si ha la necessità di accedere al capitale, è pur sempre una scelta importante da poter fare. In questo caso si può contare sulla certezza di avere nelle mani il capitale legato al TFS per pensionati in questione nel giro di un mese, e questo permetti di poter fare i propri progetti.

Scegliere l’impresa edile

Scegliere un’impresa di costruzione non è una cosa semplice, perché sono tanti i dubbi e le necessità che si palesano. Tenendo questo a mente, ecco i nostri migliori consigli su come scegliere un’impresa edile.

Scopri le recensioni dei clienti precedenti

Una buona impresa di costruzione pubblicherà sempre le recensioni dei suoi clienti precedenti, perché ci tiene a fare bella figura e far vedere che sa lavorare. I clienti soddisfatti sono, da sempre, i migliori sostenitori di un’azienda. Vale la pena di chiedersi come l’azienda abbia affrontato eventuali problemi che si sono presentati in precedenza, e il modo in cui vengono gestite, in corso d’opera, tutte le problematiche che possono davvero far rischiare di distruggere un progetto.

Cerca un’azienda nella tua zona

La costruzione è un campo ampio, e copre tutto, dalla costruzione di dighe fino a quella di fabbriche, ospedali e case in tutto il paese. Cerca un’azienda che abbia un’esperienza pregressa nel tuo settore (costruire case è diverso dal realizzare ospedali), nella tua area geografica (le leggi in montagna sono diverse rispetto al mare o alle isole), e così via.

Scegli le aziende che si appoggiano ai professionisti

Da sempre il lavoro dell’azienda edile non è solitario, ma si appoggia ad altre aziende. Per questo motivo, è fondamentale che anche queste altre ditte siano professionali. Questo vale per ogni singolo dettaglio della costruzione: dalle cabine di verniciatura fino, ad esempio, se scegli un’azienda di realizzazione di cartongesso a Riccione, essa dovrà sceglie partner altrettanto professionali di macchinari della lavorazione del cartongesso,e così via.

Non scrollarti di dosso le brutte sensazioni

Tutte le aziende cercheranno di presentarsi con grandi offerte e promozioni, anche nel settore delle costruzioni. Se hai una brutta sensazione su un’azienda, un brutto feeling, fidati del tuo istinto: se non sei tranquillo con una compagnia, lavorare insieme sarà difficile.

Guarda attentamente le offerte più basse

Nessuno vuole pagare di più per un prodotto o un servizio, quindi potresti essere tentato di acquistare quello con il prezzo più basso. Tuttavia, potresti scoprire che ti mancano alcuni elementi chiave, come ad esempio l’IVA, quindi il confronto potrebbe non essere pari. Per sapere se stai ottenendo un buon affare, devi conoscere il prezzo dell’intero lavoro sin dall’inizio. Ovviamente, potresti avere anche delle stime a grandi linee, ma comunque un’idea di massima dovresti sempre averla.